venerdì 27 aprile 2012

FILOSOFIA IN PILLOLE



[Vivo per lei perché mi da
pause e note in libertà.
Ci fosse un’altra vita la vivo,
la vivo per lei.] Andrea Bocelli

Il segreto della vita

Il cielo in inverno è scuro,la temperatura è bassa.
Il cielo d’estate è di un azzurro chiarissimo,la temperatura è alta.
Ma quando le persone sono tristi non si accorgono se è estate o inverno,non si accorgono se fa caldo o freddo,non si accorgono di quello che succede intorno a loro.
Sono chiuse dentro se stesse, a volte con mille pensieri, a volte col nulla completo.
Vasco diceva: “Si può spegnere ogni tanto il pensiero smettere almeno di crederci per davvero e non essere più schiavi per lo meno di un'idea come di un'altra, di un mistero.”
Forse hai ragione Vasco.
Scollegarsi dal mondo è l’ideale nei momenti bui, appoggiare la testa sul cuscino e chiudere semplicemente gli occhi, nessun pensiero,nessuna  idea.
Credo che in situazioni come queste ci spostiamo in un’altra dimensione che non è quella dei sogni ma non è neanche quella in cui siamo quando “viviamo”.
Già perché in situazioni come queste,per un momento breve o lungo che sia, smettiamo di vivere.
Ma non è la morte,anzi è il contrario.
Questo perché quando moriamo ci viene tolto il corpo ma abbiamo l’anima, in queste situazioni no.
È la nostra anima,la nostra mente che ci lascia per un momento,che si prende una piccola pausa,una sorta di pausa per ferie.
Non ci pensiamo mai,ma non crediamo che la nostra mente,la nostra vita abbia bisogno di una pausa ogni tanto?
D’autunno cadono le foglie, il clima è fresco.
In primavera nascono i fiori e gli amori, il clima è mite.
Ma quando le persone sono felici non si accorgono se è autunno o primavera, non si accorgono se la natura va o viene, ci sono loro, la loro gioia e il mondo che per un attimo sembra girare intorno se.
Un sorriso stampato in faccia, una visione del mondo completamente diversa da quella di prima.
La mente sembra non si possa fermare mai,tanto è piena di idee e pensieri,di parole e azioni.
Il cuore batte veloce in una sorta di tentativo di rivivere il momento in cui si è provata la felicità estrema, una sorta di tentativo di auto convincersi che ciò possa riaccadere.
Io credo che la felicità non solo si possa sentire ma addirittura vedere e toccare con mano.
La felicità è il paradiso dell’uomo sulla Terra.
E credo che il segreto della vita sia proprio questo.
Momenti di tristezza mischiati a momenti di felicità,mente vuota e mente piena,inverno o estate.
Dobbiamo imparare a soffrire come dobbiamo imparare ad essere felici, dobbiamo imparare ad amare il caldo come dobbiamo imparare a patire il freddo.
Alcuni dicono che il segreto della vita sia la felicità. Niente di più sbagliato
Già perché essa viene subito dopo la tristezza e non possiamo imparare ad apprezzarla senza prima conoscere la variante.
 Quando a scuola mi dissero di fare un tema su cosa sarei voluto essere da grande io scrissi felice.
Mi dissero che non ho capito il tema. Io gli dissi che non avevano capito la vita.
Ma forse la risposta migliore non è felice.
La risposta migliore è : “Voglio sconfiggere la tristezza con la felicità”
È stupido pensare ad una vita senza sofferenze,senza problemi o senza paure.
È molto più intelligente sognare una vita in cui le cose belle siano così tante da farci dimenticare quelle brutte.
Non può essere sempre estate,non può essere sempre inverno, sta a noi scegliere la nostra stagione preferita.
Non puoi essere sempre felice,non puoi essere sempre triste.
Non puoi conoscere il segreto della vita senza prima vivere.
Senza prima vivere intensamente.
Tutto.
Gioia e rabbia ,tristezza e felicità. Ciò che non uccide fortifica.
E alla fine si riesce a superare anche la rabbia più forte.
Alla fine si riesce a vivere. Alla fine si riesce a capire il segreto della vita.
Sempre.
                                                                                     
                                                                                                           [Sono un grande falso mentre fingo l'allegria,
sei il gran diffidente mentre fingi
simpatia,
come un terremoto in un deserto che...
che crolla tutto ed io son morto e
 nessuno se n'è accorto.
Lo sanno tutti che in caso di pericolo si salva solo
chi sa volare bene,
quindi se escludi gli aviatori, i falchi, nuvole,
 gli aerei, aquile
 e angeli, rimani te
ed io mi chiedo ora che farai,
che nessuno ti verrà a salvare]

Leonard Petrea

lunedì 2 aprile 2012

Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo.
Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia.
Il 13 aprile i ragazzi delle classi terze della scuola Palazzeschi incontreranno  il giovane protagonista del libro di Fabio Geda.Questa attività conclude il percorso “incontro con  il personaggio di un’opera letteraria,”iniziato quest’anno con la conferenza di Franco De Benedetti Teglio,protagonista dell’ultima fatica letteraria dell’autore “L’ESTATE ALLA FINE DEL SECOLO” portando i ragazzi a contatto diretto  con i personaggi  dei libri letti di cui possono scoprire e constatare la dimensione reale!

Fabio Geda è nato nel 1972 a Torino, dove vive. Si occupa di disagio minorile e animazione culturale. Scrive su «linus» e su «La Stampa» circa i temi del crescere e dell’educare. Collabora stabilmente con la Scuola Holden, il Circolo dei Lettori di Torino e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Ha pubblicato i romanzi Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani (selezionato per il Premio Strega, Miglior Esordio 2007 per la redazione di Fahrenheit, vincitore del Premio Marisa Rusconi e, in Francia, del Prix Jean Monnet des Jeunes Européens) e L’esatta sequenza dei gesti (vincitore del Premio dei Lettori di Lucca). Gioca nell’Osvaldo Soriano Football Club, la Nazionale Italiana Scrittori.

Quanto a Enaiatollah Akbari, la sua biografia è nelle pagine di questo libro.